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DES-ART-CHITECTURE -

27/06/09

Il futuristico aeroporto di Zagabria

ZHA_New Passenger Terminal and Masterplan_Zagreb Airport cover

Il concorso per l'Aeroporto Pleso è stata un’occasione mancata per lo studio di Zaha Hadid di annoverare Zagabria tra le città conquistate dall’estro Hadidiano. Tra le proposte presentate anche quella dello studio Foster & Partners, Shigeru Ban e Nicolas Grimshaw.
Il concorso se lo sono aggiudicati invece un team composto dagli studi IGH d.d., Neidhardt arhitekti Ltd and Kincl Ltd con un altrettanto interessante progetto, certo meno avveniristico e sorprendente.
E’ curioso vedere i diversi approcci progettuali applicati sia al tema della copertura che dell’illuminazione naturale.

Totzaha
Foster
Winning project

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25/06/09

René van Zuuk

Roosendaal Pavilion - 03 - Christian Richters

E' un progetto di Rene van Zuuk, architetto olandese relativamente giovane (classe 1962), molto apprezzato anche se non ancora conosciutissimo nel nostro paese. Interessante la ricerca sperimentale che porta avanti e che sottolinea sempre la sua formazione al Dipartimento di Tecnologie Edilizie del Politecnico di Eindhoven. I suoi progetti valorizzano spesso infatti le componenti tecnologiche dell'architettura. Il padiglione per uffici e negozi  di Roosendaal è l'ultimo progetto che ha sviluppato con il suo team. Per ovviare al fatto che  varie attività occupano tutta la piazza due volte alla settimana, le terrazze del padiglione sono state poste al di sopra del piano terra. Il tetto agisce anche come un grande palco utilizzabile per delle performance di fronte all’edificio. Originariamente le terrazze erano accessibili dall'esterno in modo che il tetto stesso diventasse un vero e proprio spazio pubblico.

Roosendaal Pavilion - 01 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 04 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 05 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 09 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 18 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 22 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 26 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 27 - Christian Richters 

Roosendaal Pavilion - 30 - Christian Richters 

Copyright photos Christian Richters.

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23/06/09

Reiser+Umemoto

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Si trova nel cuore della business area di Dubai e la sua costruzione è già a buon punto.

L’edificio  è stato battezzato  O-14  ed è un progetto degli architetti  Reiser+Umemoto.

Il corpo della torre in cemento non è solo struttura ma  genera una facciata decorativa aperta  ai giochi di luce ed  ombra.

Le aperture sul guscio strutturale sono modulate a seconda delle esigenze strutturali e  per ottimizzare l’esposizione solare, riducendo così  le dispersioni energetiche. 21 piani senza i tradizionali muri e colonne di uffici, negozi esclusivi al piano terra e quattro livelli interrati di parcheggio.

Totconstr 

Size: 31,400 sq. m

Type: Office

Structure: Concrete Shell, steel, glass

 

Project Credits

Principals

Jesse Reiser + Nanako Umemoto

Project Architects

Mitsuhisa Matsunaga, Kutan Ayata

Design Team

Jason Scroggin, Cooper Mack, Michael Overby, Roland Snooks, Michael Young

Interns and Assistants

Tina Tung, Raha Talebi, Yan Wai Chu

Structural Engineer

Ysrael A. Seinuk , PC, New York

Architect of Record

Erga Progress, Dubai

Window Wall Consultant

R.A.Heintges & Associates

Totrender

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19/06/09

La sperimentazione nella temporaneità

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I padiglioni temporanei costituiscono un emblema della progettazione d’avanguardia, essendo spesso firmati dai più affermati architetti internazionali. Il loro sviluppo racchiude grandi potenzialità: i progetti possono abbracciare dalla progettazione di luoghi sperimentali all’organizzazione di eventi limitati nel tempo, definiti in base alle opportunità che si presentano. Sono caratterizzati spesso da una forte identità destinata a rafforzare l’immagine del luogo, esempio di come la città sia in grado di intraprendere progetti ambiziosi proiettati nel futuro. Come nel caso dei padiglioni temporanei che inaugurano oggi nel Millennium Park di Chicago, pensati da Zaha Hadid e da Ben van Berkel, destinati a diventare il simbolo del centenario del piano urbanistico di Daniel Burnham. Con la celebrazione del documento che cambiò il volto di Chicago, la città punta ad innescare iniziative che inaugureranno un nuovo periodo di cambiamenti. Ai progettisti sono state richieste strutture temporanee ed interamente riciclabili. L'avveniristica tensostruttura di Zaha Hadid servirà da schermo per video-installazioni sulla storia delle trasformazioni di Chicago, inclusi i lavori di creativi chiamati ad immaginare il volto futuro della loro città. La geometria curvilinea del padiglione di UNStudio inviterà invece ad esplorare lo spazio introducendo nuove prospettive dinamiche sulla città.

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Here more construction images.

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17/06/09

Oculus

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Progettata da Kevin E. Schöpfer, fondatore e proprietario dell'omonima società, è uno yacht di 76 metri per crociere a lunga distanza che può accogliere fino a 12 ospiti. Ciò che colpisce è lo straordinario design che rimanda alla struttura ossea dei cetacei, alle loro mandibole e orbite oculari. La forte aggressività è mitizzata dalle linee morbide e sinuose: la prua è smussata e riversa, la struttura nel suo complesso simmetrica ed elegante. Sicuramente inavvicinabile ma di grande grande ispirazione...

Qui trovate maggiori informazioni.


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16/06/09

VISIONS

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BEYOND MEDIA è un’interessante iniziativa curata da Marco Brizzi e realizzata da Image dedicata alle più attuali visioni sull'architettura contemporanea e alle dinamiche che emergono dalle sempre più intense relazioni che questa intrattiene con i media.

Sarà un'occasione di incontro e confronto per osservare e discutere i più significativi casi e i più validi tracciati attraverso i quali emerge l'architettura del nostro tempo.

Opere video, incontri, workshop e mostre di architettura animeranno un fitto programma alla stazione Leopolda di Firenze dal 9 al 17 luglio.

Qui trovate tutti i dettagli.

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09/06/09

La transarchitettura dei NOX

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“Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure” dice Zygmunt Bauman nella Vita liquida. E Il carattere liquido della vita e quello della società da lui così ben descritte si stanno sempre più materializzando anche in architettura. Nell'architettura sperimentale di uno studio come quello dei Nox guidati da  Lars Spuybroek per esempio.

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L’architetto olandese ha infatti un approccio prettamente digitale che nega le convenzioni liberando i progetti da ogni costrizione di tipo costruttivo. L'architettura che ne scaturisce è collocabile nello spazio di transizione tra l'organismo biologico e le moderne tecnologie elettroniche.

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Ai nuovi modi di relazionarsi, agli innovativi concetti di luogo e di informazione, la disciplina delle costruzioni nella sua declinazione più classica spesso non riesce più ad essere all'altezza. E la ricerca nei linguaggi architettonici si orienta sempre più verso il mondo informatico, portando gli architetti più innovativi ad ampliare la gamma di possibilità altrimenti inaccessibili.

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Oltre che nel campo architettonico, lo studio dei Nox è attivo nella produzione di video, allestimenti, installazioni e sculture: una produzione ibrida che spesso mixa la comunità urbana alla web community. Al lungo e laborioso processo di ricerca del concepimento della forma di Lars Spuybroek si deve dunque il merito di sollecitare nuovi esperimenti che faranno sicuramente passi avanti anche nel campo della costruzione.

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20/05/09

“Shine on You Crazy Diamonds…”

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Come tutti gli anni si è riconfermato sempre carico di fascino il lavoro del seduttore della luce per eccellenza Ingo Maurer nello spazio Krizia. E come sempre molto fervido nei suoi progetti l'accostamento dello studio del concept con la ricerca sui materiali, siano essi poveri, riciclabili o tattili come il silicone. Per dar vita ad oggetti ironici ed emozionali che restituiscono un'immagine sempre molto artigianale ma anche tanto raffinata. Risale ai primi anni '60 la fondazione del suo studio a Monaco “Design M”. Da allora ha lavorato con svariate aziende tra cui la Random International e Osram. Ha progettato non solo per il mondo dell'interior ma anche  vere e proprie installazioni urbane e pubbliche. Molti suoi progetti sono anche nella collezione di design del MoMA di New York.

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13/05/09

Renault Ondelios

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Lo stampaggio tridimensionale utilizzato in maniera sorprendente nella realizzazione di alcuni dettagli di questo nuovo concept car della Renault, Ondelios, nato dalla collaborazione con l'azienda belga .MGX specializzata in prototipazione rapida. Dietro la sagoma così eye-catching, dalla coda tronca e dalle ali di gabbiano, si nasconde una ricerca estetica preziosa e raffinata. I francesi hanno voluto concretizzare l’idea per un crossover ecologico, infarcito di tecnologia in ogni sua parte. Incorpora per esempio un cellulare Samsung che è multifunzionale: riconosce il conducente ed è in grado di impostare tutta una serie di informazioni che lo riguardano, dalla posizione del posto guida o la sua musica preferita. E' stata esposta durante lo scorso Salone del mobile e l'abbiamo anche provata!

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05/05/09

Real Time

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Maarten Baas, designer olandese trentunenne, ha realizzato durante il Fuorisalone 2009 “Real Time”, uno show dove le nuove tecnologie video gli hanno reso possibile combinare teatro, arte, film in nuovi oggetti di design. L’artista-designer ha ideato e prodotto 3 film sullo scorrere del tempo, girati e montati in Olanda tra febbraio e marzo 2009. Gli orologi si basano su un meccanismo attoriale: vere e proprie lancette viventi coinvolgono attori per segnare il tempo. Lo scorrere del tempo nell’orologio è dato dalle persone filmate e proiettate in un vero intervallo di 12 o 24 ore. Usando il linguaggio cinematografico ha ripensato una collezione composta da tre diversi orologi, dalla vecchia sveglia analogica al segnatempo digitale, disegnando sia l’interfaccia che la “scatola” esterna. Ha interpretato anche il classico grandfather clock, con uno schermo integrato dove un video mostra un viso di un uomo in controluce che disegna lo scorrere del tempo in un loop di 12 ore. E’ filmato in modo tale che sembra che un uomo vero sia in piedi dentro l’orologio, disegnando sulla finestra rotonda le lancette.

Una performance teatrale live di uno degli attori che indicavano il tempo durante lo show è stato parte dell’esibizione. L’attore ha svolto il suo lavoro in un vecchio, polveroso ufficio sprecando il tempo, muovendo manualmente le lancette di un orologio minuto dopo minuto. 

La mostra è stata curata da Diana Marrone e dallo Studio Maarten Baas & den Herder.
  
Maarten Baas_grandfather_clock
Worldclock_new_york

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